martedì 9 ottobre 2012
lunedì 10 settembre 2012
Au pair per caso: esilaranti avventure londinesi di una ragazza all'ultimo scorcio dei suoi 20 anni......
Si parte, ragazzi... questa volta si parte!
La mia Casa Fantastica trasloca e spicca il volo diretta a... Londra!!!
Non riesco ancora a credere di aver accettato, sono una pazza furiosa, ma va bene così!
E' successo tutto così improvvisamente, dopo anni di piatto totale, fra libri e lavoretti saltuari sempre uguali...da un giorno all'altro invece mi ritrovo catapultata in questo nuovo progetto, fra mille cose da organizzare e preparare e con pochissimo tempo a disposizione!
Non ce la farò mai...ma ci proverò lo stesso.
Sì lo so, Mary Poppins se la caverebbe in qualsiasi situazione, non come me che avrò i sudori freddi quando la mattina mi toccherà accompagnare i bimbi a scuola guidando sul lato sinistro della carreggiata...a lei bastava aprire l'ombrello, io invece avrò una macchina enorme con cambio automatico e nuove regole della strada da imparare (proprio io che non sono mai stata un fenomeno alla guida nemmeno qui in Italia...)!
Ad ognuno il suo.
D'altra parte se ce la fanno le ragazzine 18enni perché non dovrei farcela io che ho abbondantemente superato i 25?
E' con queste domande idiote che mi sto torturando da circa 52 ore, 15 minuti e 57 secondi.
Cerco di farmi coraggio, confidando sul fattore anagrafico e sull'illusione che, dopotutto, non deve esser così tragico aver cura di 3 (E DICO 3!!!!!!!) graziosi sconosciuti bimbi piccoli...insomma, ci sono cose decisamente più impegnative a questo mondo, tipo fare la traversata dell'oceano a nuoto, fare l'equilibrista sulle cascate del Niagara, guidare un plotone di soldati in mezzo al deserto...
Ok, sono in preda al panico...ma riuscirò a superare anche questa! Devo impegnarmi tanto, studiare per gli esami della sessione invernale, frequentare un corso d'inglese, accudire i bambini, aiutare nei lavori domestici..., insomma, saranno 3 mesi da delirio, ma me li voglio godere alla grande perché sarà l'ultima "follia" da vetero-ventenne prima di diventare veramente grande...
sabato 21 luglio 2012
Sognando Parigi....
Rieccomi qua, dopo un lungo periodo di assenza dovuto ai miei "non-impegni" nel mondo reale...no, non scherzo, anche il non aver impegni è impegnativo, e spesso lo è anche di più di certe giornate piene di lavoro...! Gli impegni sono come una vacanza da se stessi, il non averne ti costringe invece a trascorrere intere giornate in balìa di te stesso, dei tuoi pensieri e delle tue emozioni, e se queste non sono propriamente piacevoli e la tua persona si rivela essere una cattiva compagnia...beh...meglio trovarsi qualcosa da fare!
Lo studio non aiuta assolutamente, anzi, peggiora le cose, costringendoti a fare i conti ogni giorno con le tue aspirazioni ma anche con i tuoi limiti...non è facile! Ad ogni modo ora sono qui, nella mia casa fantastica, e posso finalmente rilassarmi un po'...! I sentimenti negativi sono assolutamente banditi! Volevo dirvi che fra pochi giorni trascorrerò una settimana a Parigi...sì, Parigi è uno di quei posti dove potrei trasferire la mia casa fantastica, erano anni che sognavo di andarci e ora che sono in procinto di partire non ho voglia di pianificare nulla di questo viaggio. Non mi va di star lì a gugolare "posti da visitare a Parigi" o di fare il calendarietto giornaliero delle visite, voglio decidere sul momento dove andare e cosa fare, lasciarmi guidare dall'istinto e dall'impeto del momento senza nessun tipo di programmazione...ecco la vera vacanza!
Spero proprio di star bene...spero che Parigi mi dia la carica di cui ho bisogno...nel frattempo vi dedico questo pezzo, augurandovi buon viaggio...che sia reale o fantastico non importa...anche una serata in compagnia di persone speciali in un posto qualunque può essere un viaggio indimenticabile... se ne conserverete il ricordo anche dopo anni vuol dire che avrete veramente viaggiato! Au revoir...
lunedì 23 aprile 2012
Riflessioni sul mito della vita universitaria...
Dicono che il periodo degli studi universitari sia il più bello nella vita di una persona e mi sento di concordare in parte con questa affermazione. Ogni esperienza può essere diversa dall'altra per molteplici fattori, quali, l'ateneo dove si studia, il fatto di essere fuorisede o "in sede", il tasso di partecipazione ad attività extra-didattiche (associazionismo, sport, corsi vari...), il fattore "erasmus" e, ultimo, ma non meno importante, quello dell'età con cui si intraprende un percorso di studi.
Si tende a dare per scontato che tutte le persone seguano un percorso di vita "lineare" in cui a 19 anni ti diplomi e subito dopo decidi di iscriverti all'università (laureandoti tassativamente in corso) oppure di cercarti un lavoro...ma la vita vera è un'altra rispetto a quella progettata a tavolino da chi la realtà dimostra di non conoscerla affatto, se non attraverso pregiudizi, stereotipi, malafede e ipocrisia.
Che poi, alla fine, quelli che si permettono di sentenziare sulla vita altrui ponendo se stessi come paramentro di giudizio (il che è già abbastanza ridicolo di suo...) sono solitamente quelli che raccontano sempre un sacco di bugie e che dedicano la loro vita a fregare il prossimo, in tutti i sensi.
Brutte persone, dentro e fuori. Arrivisti, arroganti e senza scrupoli.
Non mi riferisco solo a certi politici e ai loro vili attacchi agli studenti fuoricorso o ai giovani disoccupati che vivono in casa con i genitori, ma proprio a coloro che dal basso della loro gretta ed insulsa mediocrità si lanciano pure ad applaudirli, e non sono pochi.
Sono i leccapiedi del futuro, quelli che aspirano ad un posto al sole denigrando il prossimo per farsi belli davanti agli occhi del padrone di turno.
Si sentono i paladini della meritocrazia (=classismo nella sua forma più socialmente accettabile), quelli per cui "educazione" deve far rima con "selezione", dovendosi selezionare i migliori fin da quando sono in fasce, tutti gli altri si arrangino, che vadano a zappare se non stanno al passo (o magari ad ingrossare le fila della malavita organizzata...)!
La cultura deve essere una merce per pochi fortunati, selezionati attraverso meccanismi degni del peggior quiz show televisivo.
Il trionfo della pappagallocrazia, dove sicuramente non vince il più in gamba, ma solo il più veloce ad immagazzinare acriticamente tonnellate di scemenze preconfezionate.
Più si sentono omologati (=schiavi) e più si sentono forti, appagati e al sicuro. Peccato che poi i problemi della vita non guardino mai in faccia a nessuno, e, quando alla fine tocca a loro di dover deviare dal binario prestabilito siano costretti a nascondersi come conigli impauriti nelle loro piccole tane di vergogna. Soli.
Solidarietà da parte del sistema che hanno difeso e adulato con tanta forza, quando le cose andavano bene, non ne troveranno (e nemmeno la meritano).
Si sentono i paladini della meritocrazia (=classismo nella sua forma più socialmente accettabile), quelli per cui "educazione" deve far rima con "selezione", dovendosi selezionare i migliori fin da quando sono in fasce, tutti gli altri si arrangino, che vadano a zappare se non stanno al passo (o magari ad ingrossare le fila della malavita organizzata...)!
La cultura deve essere una merce per pochi fortunati, selezionati attraverso meccanismi degni del peggior quiz show televisivo.
Il trionfo della pappagallocrazia, dove sicuramente non vince il più in gamba, ma solo il più veloce ad immagazzinare acriticamente tonnellate di scemenze preconfezionate.
Più si sentono omologati (=schiavi) e più si sentono forti, appagati e al sicuro. Peccato che poi i problemi della vita non guardino mai in faccia a nessuno, e, quando alla fine tocca a loro di dover deviare dal binario prestabilito siano costretti a nascondersi come conigli impauriti nelle loro piccole tane di vergogna. Soli.
Solidarietà da parte del sistema che hanno difeso e adulato con tanta forza, quando le cose andavano bene, non ne troveranno (e nemmeno la meritano).
Scaricati al primo passo falso con una tirata di sciacquone!
Da questo punto di vista non si può dire che il sistema sia anti-democratico, anzi...c'è molta democrazia quando si tratta di far saltare tutti gli anelli deboli della catena!
Non sarebbe meglio pensarci prima?
Non sarebbe meglio comportarsi da esseri umani, solidali l'uno con l'altro, anziché atteggiarsi a ossequiosi ed obbedienti burocrati fin dai banchi di scuola?
Non sarebbe meglio pensarci prima?
Non sarebbe meglio comportarsi da esseri umani, solidali l'uno con l'altro, anziché atteggiarsi a ossequiosi ed obbedienti burocrati fin dai banchi di scuola?
E invece no, lor signori preferiscono le guerre fra poveri, dove il compagno di banco è un potenziale nemico ed è colui che un domani potrebbe competere con loro per lo stesso posto di lavoro, quindi meglio iniziare a fargli pulci e sgambetti già da adesso, meglio colpirlo subito nei punti deboli per segnare un'altra tacca sul proprio, personalissimo, tabellone dell'infamia.
Ecco, se questi soggetti si riuscissero in qualche modo ad evitare, l'università potrebbe essere davvero il più bel periodo della tua vita e non l'anticamera di un incubo come vorrebbero loro .
Io, con un po' di esperienza, ho imparato a riconoscerli e ad evitarli, non con poche difficoltà.
La vita universitaria non è quella finta e ritoccata che si vede nella foto, dove brillanti, bellissimi e giovanissimi studenti di tutte le nazionalità si ritrovano su un pratino verde, perfettamente tagliato, a discutere amabilmente di arte e letteratura.
La vita universitaria è fatta di mille problemi, angosce, ingiustizie e bieca competizione individuale, sul principio della lotta di tutti contro tutti.
E' un percorso ad ostacoli, dove c'è chi arriva in fondo, chi si ferma o chi, per diverse ragioni, è costretto ad interrompere momentaneamente.
E' stupido pretendere omogeneità in un mare di diversità, è stupido pensare che l'educazione e la cultura personale possano misurarsi sulle basi della mera "tempistica" quando anche il concetto di tempistica è di per sé vago e arbitrario.
E' un percorso ad ostacoli, dove c'è chi arriva in fondo, chi si ferma o chi, per diverse ragioni, è costretto ad interrompere momentaneamente.
E' stupido pretendere omogeneità in un mare di diversità, è stupido pensare che l'educazione e la cultura personale possano misurarsi sulle basi della mera "tempistica" quando anche il concetto di tempistica è di per sé vago e arbitrario.
Se hai la fortuna di avere la mente un tantino un po' più aperta del normale e di ragionare fuori dai soliti stupidi schemi puoi ottenere molto di più di un 30 sul libretto.
Coltivare le relazioni umane, vivere un'esperienza nell'associazionismo, viaggiare, leggere, fare un'esperienza di lavoro anche manuale, sono attività che obiettivamente possono distogliere del tempo allo studio nozionistico, ma altrettanto obiettivamente accrescono le possibilità di farti crescere come essere umano, vivo, appassionato e pensante piuttosto che come un perfetto idiota meschino, individualista e lecchino.
Coltivare le relazioni umane, vivere un'esperienza nell'associazionismo, viaggiare, leggere, fare un'esperienza di lavoro anche manuale, sono attività che obiettivamente possono distogliere del tempo allo studio nozionistico, ma altrettanto obiettivamente accrescono le possibilità di farti crescere come essere umano, vivo, appassionato e pensante piuttosto che come un perfetto idiota meschino, individualista e lecchino.
lunedì 16 aprile 2012
La valigia nel cuore
Ecco come mi sono sempre vista fin da bambina.
Il mio unico e più grande desiderio è sempre stato quello di viaggiare, ma non nel senso di concedermi un viaggetto di qualche giorno di tanto in tanto...intendo proprio nel senso di vivere viaggiando!
Volevo farne una professione, una scelta di vita.
La mia Casa Fantastica è ovunque e da nessuna parte, contemporaneamente. E' per questo che è così difficile da raggiungere. Dicono che sia questo sia il problema principale delle anime inquiete che non sanno trovare pace, ma a me non è mai importato granché di certi luoghi comuni e voglio continuare a cercare la mia Casa Fantastica, pur consapevole che non la troverò mai.
E anche nel caso in cui riuscissi finalmente a trovarla, a quel punto avrei smesso di cercare...e di sognare.
Ma si può vivere sempre sognando? Si può vivere serenamente quando non ci è concesso neppure di inseguirlo quel sogno? Perché la Nuova Zelanda è solo un punto qualsiasi su un mappamondo di plastica?
Perché sono fissa e immobile in un paese grigio che non mi vuole? Perché i miei sogni sono solo pregiati pezzi di carta da appendere alle pareti? Sarò mai felice?
Quanto sarebbe bello avere la lampada di Aladino!
Non esiterei un attimo a chiedergli di poter viaggiare per tutta la vita.
Ogni settimana in un posto diverso, fino a completare il giro del mondo 3 o anche 4 volte!
Se potessi farei anche un salto sulla luna!
Vorrei trovare in ogni angolo sperduto della terra gli amici che non ho mai avuto.
Vorrei essere accolta con un abbraccio ogni qual volta mi reco in un posto diverso.
Vorrei sentire il calore sincero dell'amicizia che travalica ogni confine. Vorrei portare per sempre nel cuore il ricordo delle risate sotto la luna e di una canzone allegra davanti ad un falò.
Vorrei una valigia di cartone piena di ricordi e di altre mete da raggiungere.
domenica 15 aprile 2012
Orecchini di cristallo
La domenica mi piace per un'unica ragione: c'è il mercato! Girare fra le bancarelle di domenica mattina, quando c'è aria di primavera e un bel sole caldo che fa capolino fra le nubi, è una delle cose che amo di più al mondo! Se poi parliamo di pashmine e bigiotteria etnica è la fine (per le mie modeste tasche).
Ogni volta che intravvedo un luccichìo nei toni del rosa, del rosso, del verde smeraldo o dell'azzurro non posso a fare a meno di curiosare, toccare, provare e alla fine acquistare!
Stamattina ho comprato un paio di orecchini molto simili a quelli nella foto per soli 3 euro. Il colore delle pietre è proprio identico, un verde acquamarina con sfaccettature che vanno dal viola al rosa chiaro, ma la struttura è leggermente diversa, i miei hanno delle piccole applicazioni in argento fra una pietra e l'altra che li rendono molto più etnici di quelli nella foto. Ebbene, sì... per la bigiotteria ho una vera e propria passione!
Quella dei mercatini etnici, però...per quanto riguarda certe patacche griffate in acciaio, così tanto reclamizzate in tv e che costano una barca di soldi, davvero non capisco come facciano ad andare tanto di moda...de gustibus...
Ritornando ai miei orecchini, trovo che questo colore sia molto adatto nelle giornate più intense di impegni, in quanto questa particolare tonalità di azzurro aiuta ad infondere una certa calma...non saprei, ma a me dà questa sensazione. Spero un giorno di poter riempire un'intera parete di casa con orecchini, collane e bracciali in argento, pietre dure e cristalli colorati...sarebbe una Parete Fantastica!
venerdì 13 aprile 2012
Procrastino, ergo sum
Vi è mai capitato di leggere qualcosa che sembrasse scritto appositamente per voi ? Avete mai avuto la sensazione (alcune volte fastidiosa...) che la voce narrante parlasse direttamente a voi, senza tanti mezzi termini o giri di parole?
Bene, a me è successo con "Il libro dei pigri felici-perchè puoi tranquillamente rimandare a domani quello che potresti fare oggi"di Kathrin Passig e Sasha Lobo.
Bene, a me è successo con "Il libro dei pigri felici-perchè puoi tranquillamente rimandare a domani quello che potresti fare oggi"di Kathrin Passig e Sasha Lobo.
Lo presi senza troppa convinzione dallo scaffale dei libri superscontati, colta da un improvviso quanto fugace senso di colpa per non aver più letto un libro dai tempi in cui andavano di moda i Tokio Hotel (libri universitari a parte...)
Beh, la morale è questa (cito testualmente): non sempre darsi da fare è la cosa migliore. Se romeo avesse aspettato un po' prima di suicidarsi sulla tomba di Giulietta, i due sarebbero felicemente invecchiati insieme.
In effetti ci sta tutto. Il libro spiega come la procrastinazione sia, in realtà, una sorta di "istinto di sopravvivenza" e che purtroppo nessuno sembra rendersi conto che la maggiorparte delle volte le cose si mettono a posto da sole (e anche meglio...), senza che noi alziamo un dito. Per una procrastinatrice cronica e seriale qual sono io, ogni riga di questo grazioso libricino risuona come musica per le orecchie (concedetemi il paragone), ad ogni parola sembra darmi ragione o addirittura elogiarmi.
Dopo averlo letto tutto mi sono sentita decisamente meglio. Un insulso libricino incastrato fra un vecchio romanzo Harmony e una guida per allevatori di labrador è riuscito dove tutti gli altri hanno fallito: far salire la mia autostima.
Forse la pigrizia non è poi questo gran difetto, o almeno non lo è come questa società vuol farci credere. Fosse per me, gli farei vincere il Nobel della Letteratura!
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